Paolo
Antognetti
1957/58 anno della nostra quinta ginnasio; 1960/61 anno della maturità della nostra III C al
Liceo Doria di Genova. E poi tanti
incontri con i compagni di allora di cui uno nel 1998
a Interlaken (ne allego foto dell’Albergo e il menu), organizzato dal nostro
compagno Paolo Antognetti che si era trasferito in Svizzera. E andammo in massa.
Diceva la nostra
insegnante al ginnasio, Gina De Benedetti, ebrea che alle leggi razziali si era
ritrovata i capelli bianchi da sera a mattina: “Da prima della guerra non mi
era capitato più di avere una classe all’altezza di quelle di allora finché non
siete arrivati voi: gran bel complimento!
Appena prima di Pasqua
ricevo una notizia da una persona della famiglia di Paolo, credo la figlia
Paolina, che mi spiega come avrebbe voluto farmi gli auguri mentre purtroppo mi
dava la notizia della sua morte.
Di Paolo ho ricordi del
tempo del liceo. Ad una festicciola, dove stavo facendo rigorosamente da
tappezzeria insieme ad altre meschinette come me mentre c’erano due compagne
che ballavano scatenate, quando Paolo finalmente m’invitò, gli dissi: “Potevi
deciderti prima”. S’irrigidì e poco mancò che mi piantasse sulla pista da
ballo, ma signorilmente concluse la danza.
M’invitò anche con 4 o 5
eletti ad una sua festa di compleanno nel bel grattacielo di Piazza Dante dove
abitava. Poi dopo essersi sposato con una bella biondina ed essere andato a
lavorare nella Silicon Valley tornò come docente ad Ingegneria e ad un ritrovo
di compagni gli dissi: “Lo sai che mio figlio ha fatto un esame con te”. Lo
vidi sbiancare e mi chiese: “Cosa gli ho dato?” “28” e lui: “Bene, bene…” Avrà
temuto che fossi una di quelle mamme picchiatrici del professore se gli ha
stangato il figlio. Poi Paolo si trasferì in Svizzera dove si era risposato e
dirigeva un’impresa.
Aveva sofferto di essere
stato figlio unico e così ebbe tre figli dalla prima moglie e Paolina dalla
seconda. C’invitò, noi della III C, ad Interlaken. In sue notizie successive mi
disse che con la liquidazione aveva fatto quasi il giro del mondo e gli era
piaciuto molto l’Egitto, ma anche l’Oriente l’aveva affascinato e più di tutto
San Pietroburgo. Infine, mi venne a trovare accompagnato da un’altra compagna
di Liceo a Bobbio, nella mia casa di campagna.
Paoletta Roncallo che lo accompagnò
era stata come lui figlia di medico primario al San Martino di Genova. Aveva
guidato lei poiché Paolo aveva iniziato a soffrire di Parkinson pur se lo
dominava bene. È la malattia che mia madre ha avuto per 25 anni dalla diagnosi,
quindi, sono abbastanza aggiornata sui suoi dolorosi risvolti. Nell’occasione
bobbiese Paolo si divertì a scattare molte foto.
In passato mi aveva
mandato quattro dei suoi libri di carattere giallo-poliziesco affermando che ad
inocularci la passione della scrittura era stato il nostro professore al Liceo,
Pietro Raimondi e infatti nella nostra classe si contano ben cinque allievi
autori di libri: Paolo Antognetti, Gino Satta (figlio di Salvatore autore de Il
Giorno del Giudizio), Puni Notte (divertentissimo il suo La festa di
compleanno), Vittorio Pinna con la moglie Chiara Fabro vittima dell’esodo
da Fiume, ed io stessa ne ho scritti ben dieci, il primo nel 1977. Ne furono
acquistate quattro copie (una da un’altra compagna di Liceo, Silvia Rinesi) e
le altre che l’Editore Lalli mi restituì finirono in spazzatura, l’ultimo mio
parto letterario risale al 2024 e pur se speravo nel Campiello non fui proprio
accolta.
Libri di Paolo:
1)L’Arte di vivere a lungo (1996); 2) Le
radici del futuro (2014); 3) L’isola sacra (2017); 4) Matrimonio nel deserto
(2019); Il passato ritorna (2019); Il drago del Monte Santeremo (2020); Il vero
colpevole (2022)
Tutti disponibili sul sito www.Antognetti.it

(V Ginnasio 1958)
(Maturità 1961) (Foto
nel Deserto)

(Bobbio 2023)
Caro
Paolo, caro Amico di una vita: che questo piccolo ritratto delle tue esperienze
serva anch’esso a ricordarti a chi ti ha conosciuto (i tuoi allievi ad
Ingegneria) e non dispiaccia a chi ti ha voluto bene. Ciao!
Maria Luisa Bressani Ferrero